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E’ di oggi la pubblicazione del rapporto ISTAT viaggi e turismo 2020 da cui emerge, in tutta la sua drammaticità, la crisi di questo settore e in particolare del sistema alberghiero italiano.
Come la stessa ISTAT evidenzia il settore alberghiero è di gran lunga il più colpito, anche più di altre forme di ricettivo che pure soffrono la crisi.
Il dato ISTAT è impietoso, gli alberghi hanno perso il 57,8% in termini di arrivi (viaggi) e addirittura il 62,2% come presenze (notti).
Segmenti più colpiti il turismo internazionale, il turismo d’affari, fiere e congressi. Di fatto azzerati.
E la situazione per il 2021 certamente non è migliore. La realtà è sotto gli occhi di tutti: l’attività alberghiera è ancora ferma.
Un vero shock pandemico, come lo stesso ISTAT lo definisce, che mette a rischio imprese e lavoratori che nel settore alberghiero sono oltre 180.000.
E’ necessario ripartire, programmare da subito i prossimi mesi, come giustamente ha sottolineato ancora ieri il Ministro Garavaglia, anche  per contrastare la concorrenza internazionale che sta sottraendo potenziale al nostro Paese.
“Noi siamo pronti, il settore è in grado di fornire tutte le garanzie in termini di sicurezza e capacità di fare come ha ampiamente dimostrato anche nei momenti più bui della pandemia. Ha fatto investimenti importanti per essere pronto ad accogliere in sicurezza gli ospiti. Al Governo chiediamo una road map per la ripartenza ed un tavolo per le misure di supporto al settore che stiamo chiedendo da mesi. Misure ad hoc, che permettano alle aziende alberghiere italiane, grandi e piccole, di resistere al terribile shock di questi mesi e riuscire a superare questa crisi. Il settore alberghiero è a rischio. L’Italia non può permettersi di perderlo” dichiara Maria Carmela Colaiacovo, Vice Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi.