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“Si sta facendo il grande errore, difficilmente recuperabile, di dimenticare il settore imprenditoriale dedicato al turismo internazionale. Questo comparto ripartirà nei prossimi mesi con maggiore cautela rispetto a quello dei viaggi interni, ma cedere su questo fronte significa mandare in fumo anni di lavoro per posizionare l’Italia tra le mete preferite – se non “la” preferita – dai viaggiatori stranieri, perdendo una fetta fondamentale di mercato”.

Così Stefano Rizzi, Country Manager di Global Blue Italia, in merito ai lavori parlamentari di conversione del Dl Rilancio che avrebbero escluso la possibilità di votare alcuni emendamenti dedicati proprio agli strumenti per il turismo internazionale, in particolare all’abbassamento della soglia minima di spesa per il tax free shopping.

“Anche nel piano definito dal Comitato presieduto da Vittorio Colao lo shopping di lusso, soprattutto dei turisti esteri, è stato indicato come uno dei prodotti sui quali l’Italia possa esprimere elementi distintivi”, sottolinea Rizzi. “Intorno al turismo, come in questi mesi hanno spesso sottolineato sia il Ministro Dario Franceschini sia la Sottosegretaria Lorenza Bonaccorsi, ruota gran parte del rilancio dell’economia italiana, essendo un settore particolarmente importante per l’intero PIL. Ma nei fatti, almeno fino a oggi, le proposte della filiera che lavora con i turisti internazionali, coloro che hanno elevate capacità di spesa quando viaggiano, sono state quasi del tutto ignorate”.

“Dal nostro osservatorio, da tempo segnaliamo come l’Italia rischi di perdere competitività se non si allinea agli altri diretti competitor europei. Se lo shopping è diventato un elemento in grado di influenzare e indirizzare un viaggiatore a preferire un Paese piuttosto che un altro, sappiamo che un elemento di forte attrattiva per chi viene da Paesi extra-UE in questa scelta è la possibilità di fare acquisti personali e avere il rimborso dell’Iva”, prosegue il Country Manager di Global Blue Italia.

“Paesi come Germania, Gran Bretagna, Spagna hanno eliminato da tempo la soglia minima di spesa per il tax free shopping: significa che da loro il rimborso è previsto spendendo qualsiasi cifra, anche pochi euro. In Italia, al contrario, abbiamo ancora una delle soglie più alte in Europa: per poter avere il rimborso dell’Iva i turisti devono spendere per ogni acquisto almeno 154,95 euro, le vecchie 300.000 lire del 1993. Alla Camera sono stati presentati alcuni emendamenti che proponevano di abbassare anche in Italia questo livello minimo di spesa, ma sembra che tra i 1.200 emendamenti che verranno posti in votazione non ci sia spazio per questo tema. Sarebbe stata un’occasione davvero importante – conclude Rizzi – per consentire agli operatori di avere uno strumento in più di attrazione nei confronti dei turisti e per non lasciare sul campo un ulteriore pezzetto di competitività italiana nei confronti dei nostri vicini europei”.