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La Farnesina che consiglia i viaggiatori di non spostarsi suppongo quindi che abbia risorse per far sopravvivere un comparto che genera per questo Paese il 13,5% del PIL.

Abbiamo apprezzato gli sforzi del Ministero del Turismo, l’impegno in prima persona di Massimo Garavaglia.  Noi di Fiavet abbiamo viaggiato verso i Paesi che per primi hanno aperto, per dimostrare alle persone come poter tornare a muoversi. E proprio mentre alzavamo la testa, tra mille difficoltà, noi agenzie di viaggio e tour operator siamo colpiti dal “fuoco amico” delle Istituzioni.

Sulla pelle delle piccole imprese pesa questa situazione di caos vergognoso. Un green pass europeo che doveva vederci sotto un cappello unitario e invece ci costringe a capire ogni giorno cosa fare per andare in ogni singolo diverso Paese, affogati da una burocrazia digitale che si sta rivelando peggio di quella cartacea: numeri verdi che non rispondono, tamponi per vaccinati, formulari che vanno in tilt,  assembramenti a casaccio con o senza mascherina. Bisogna seguire linee unitarie, avere regole certe.

Lo stesso dicasi per le Regioni italiane. Ci sono alcuni governatori che chiedono al Ministero della Salute di non considerare i contagi, quanto piuttosto le persone in terapia intensiva. Altri presidenti che annunciano invece nuove chiusure, tamponi all’ingresso della Regione.

Fiavet non vuole  chiusure, vuole regole. I legislatori devono legiferare per consentirci di programmare.

Aggiungo, infine,  che i clickbait e le fake news stanno facendo carne da macello di una intera categoria di aziende e quindi di persone.

Bisogna tornare ad un clima di maggiore serenità:  si può sicuramente viaggiare, ma con responsabilità maggiore da parte di ognuno di noi.