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Scoppia la polemica tra Enit e le Associazioni di categoria dopo la diffusione dei dati da parte dell’Agenzia nazionale del turismo che segnalavano un quasi tutto esaurito a Ferragosto.

“Ma quale sold out – le parole del presidente di Assoturismo Vittorio Messina all’Ansa – ci sono oltre 23mila imprese ricettive che quest’estate non hanno proprio aperto. I dati di Enit sono stati interpretati con un eccesso di ottimismo. Si tratta infatti solo del tasso di occupazione delle stanze disponibili online, e quindi è una fotografia incompleta: dal calcolo mancano completamente le oltre 23 mila imprese ricettive – 3 mila alberghi – che hanno scelto di rimanere chiuse per la stagione, e che quindi non sono presenti sui motori di ricerca. Inoltre, molte delle attività rimaste aperte hanno ridotto l’offerta di camere, per contenere i costi”.

“La realtà dei fatti – continua Messina – è molto più amara. È vero che le località balneari, vedranno un po’ più di turisti, in particolare nei weekend e nella settimana di Ferragosto, che del resto è sempre stato fisiologicamente il picco della domanda italiana per le mete balneari. Ma il 15 agosto, quest’anno, sarà lontanissimo dai picchi raggiunti nel 2018 e nel 2017, e certamente non basterà a rimediare la perdita prevista per il 2020 di 56 milioni di pernottamenti”.

“Siamo molto contenti per i colleghi di Cavallino Treporti e per quelli di Ravello, che a quanto pare registrano il sold out, ma i dati dell’Enit dell’altro giorno sono un film… Va bene dare segnali di ottimismo ma fino a un certo punto. Gli operatori del turismo del resto d’Italia stanno vedendo un film molto diverso, non bisogna travisare la realtà, non fa bene al settore”, tuona il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, sempre all’Ansa.

“Hanno registrato note positive in qualche città di mare ma tutto il resto d’Italia è ginocchio. Nelle città d’arte – continua Bocca – c’è una crisi senza precedenti, abbiamo occupazioni al 15%”.

Non si è fatta attendere la risposta di Enit. “Non comprendiamo la polemica e le reazioni innescate da alcune associazioni di categoria sui dati emersi dall’ultimo bollettino Enit. In effetti i dati forniti una settimana fa da Federalberghi  (46% di italiani in vacanza nell’estate 2020) coincidono quasi perfettamente con quelli dell’Ufficio Studi di Enit (47,5% di italiani). L’Agenzia nazionale del turismo produce un bollettino di monitoraggio della situazione del turismo e ormai da 7 settimane fotografa il mercato nazionale e internazionale rilevando nello specifico il -82% degli arrivi aeroportuali  internazionali (fonte Fordward Data), il -90,3% delle prenotazioni aeroportuali internazionali fino a settembre, proiettando per tutto il 2020 un calo degli arrivi stranieri del -55% (fonte Oxford Economics) e una diminuzione del 31% degli italiani. Dal primo bollettino Enit sono evidenziate le criticità relative alle città d’arte italiane e di molte destinazioni anche balneari che soffrono per l assenza di turisti d’oltreoceano. Il dato sulle prenotazioni online per la settimana di Ferragosto (dove è citata la fonte Booking.com) si inserisce in un contesto fortemente influenzato dalle compensazioni delle partenze da parte degli italiani per le tradizionali vacanze estive ed è comunque un segnale positivo da evidenziare e che continueremo a monitorare. Ciò nonostante, come ampiamente indicato anche nell’ultimo bollettino, le imprese in attività  non raggiungono la completa occupazione delle camere come negli anni passati nemmeno nelle settimane di altissima stagione”.