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“Flessibilità non vuol dire “autarchia”, siamo tutti chiamati a gestire un momento difficile, serve professionalità e rispetto delle regole”.

Inizia così la riflessione di Cristian Gabriele, direttore generale di Fruit Viaggi, sull’attuale stato di crisi del turismo.

“Ci stiamo adoperando – continua Gabriele – per rendere i rapporti contrattuali con i fornitori e con le agenzie sempre più flessibili per andare incontro alle nuove esigenze dei clienti, ma serve l’aiuto di tutta la filiera. In questo momento nessuno può permettersi di guardare solo nella propria azienda e secondo la propria visuale, c’è bisogno di unità”.

“Noi di Fruit stiamo lavorando su più fronti, adottando iniziative per intercettare la nuova domanda già da questa estate 2020. Abbiamo messo in campo – spiega il dg di Fruit – una serie di accorgimenti volti a stimolare la domanda turistica che in questo momento è assente: possibilità di entrata libera nelle strutture e di soggiorni brevi – per permettere ai clienti di ottimizzare il poco tempo a disposizione e il budget ridotto da destinare alle vacanze -, più flessibilità nei pagamenti, concordando con le strutture una proroga di 30 giorni per il saldo delle tariffe FIRST PRICE, possibilità di congelamento delle pratiche con emissione di voucher anche oltre le date del decreto, iniziativa liberi di ripensarci, con possibilità di annullamento vacanza con penali ridotte”.

“Serve però – incalza il direttore generale – l’aiuto di tutta la filiera da soli non si vince, in campo come nella vita.  Riguardo alle azioni messe in atto dal governo, bene i voucher meno bene il decreto liquidità. Quest’ultimo forse doveva essere promulgato successivamente a un ristoro per le aziende colpite in via diretta, come quelle operanti nel turismo ad esempio, che vedono minata l’attività dell’intero anno. L’accesso al credito facilitato, serve come leva finanziaria alle aziende per fare investimenti, solo in questo caso ha senso indebitarsi del 25%, se lo si vuole utilizzare per salvare la stagione, a mio avviso non è lo strumento adatto, tuttavia abbiamo piena fiducia nell’esecutivo”.

“Un’ultima riflessione – conclude Gabriele – va ai colleghi operatori, che come noi hanno dovuto svolgere attività straordinarie nei rimpatri e nella difficile gestione del rapporto con clienti e fornitori, un tessuto imprenditoriale d’eccellenza che sarà il motore della ripresa dell’intera filiera turistica, parte integrante delle sorti di un’intera nazione”.