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di Antonio Del Piano – Uno sfogo senza alzare la voce, come nello stile del personaggio, con una richiesta di coesione del comparto per manifestare la stanchezza per una situazione che si ripete e si trascina ormai da più di un anno senza che si palesi la via che porta all’uscita dal labirinto in cui il mondo del turismo è stato costretto ad infilarsi causa pandemia. Non proprio una chiamata alle armi ma una svolta nell’affrontare il problema “mettendo da parte buonismo e paura di ritorsioni”.

“Il turismo è allo sbando” scrive secco Cesare Foà, presidente di ADV Unite in un comunicato. Allo sbando, fa capire il combattivo agente di viaggi partenopeo, perché in Italia il pesce puzza dalla testa: “Abbiamo un Ministro del Turismo che non risponde a nessun messaggio o richiesta di spiegazioni, un Ministro dei Trasporti che non interviene sulle compagnie aeree che sono finanziate anche con soldi pubblici, un Ministro della Salute che non impone regole certe”.

E d’altra parte lui è diretto testimone dell’inerzia denunciata: “Alla BMT ho incontrato il Ministro del Turismo, gli ho sottoposto un documento con una serie di problemi da affrontare, a partire dal comportamento delle compagnie aeree low cost. Ha letto, ha sorriso e forse poi ha dimenticato…”.

Foà ne ha anche per certa stampa ed i suoi articoli allarmistici fatti di notizie non sempre verificate ma urlata senza controlli e solo perché, sostiene, su Internet si è letto qualcosa. E chiede di non dare spazio agli agenti di viaggio abusivi che a volte finiscono davanti ai microfoni.

“Con la situazione che si è creata – torna a bomba Foà – abbiamo subito un nuovo danno per le nostre aziende che avevano visto una ripresa nei mesi di maggio e giugno con viaggi in Italia e in Europa e oggi vedono vanificare il proprio lavoro con le continue richieste di rimborso da chi ha deciso di non partire”.

“Ma l’Italia come viene amministrata?” si chiede. “Non possiamo lavorare a causa di situazioni eccezionali e questo è un danno per il quale dobbiamo richiedere un intervento al nostro Governo. Ma dover rispondere ai clienti impauriti e preoccupati per le notizie apparse sui giornali è un fatto eccessivo. Che facciamo? Chiediamo i danni anche ai giornali che alimentano il panico?”.

Senza scomodare chi è più in alto di noi, diamo a Cesare quel che è di Cesare per la tenacia con cui porta avanti la sua battaglia ma spezziamo anche una lancia a favore del variopinto mondo dell’informazione non sempre fornito delle nozioni necessarie per distinguere un agente autorizzato da un abusivo e spesso anche un tour operator da un agente di viaggio…

Per far fronte all’emergenza, il presidente di ADV Unite individua una sola soluzione: gli attori del sistema devono fare fronte comune combattendo insieme per la risoluzione del problema e soprattutto tenendo ben presente a fine stagione, magari ad ottobre in epoca di passerella in fiera, di tutti i politici che non hanno compreso una crisi che da due anni angoscia tante persone, senza dare una mano concreta.

“Non dimentichiamo che il Ministero del Turismo ancora deve erogare i soldi della seconda tranche a molte aziende regolari, inviando invece pec veramente discutibili e imbarazzanti dove si richiede alle stesse aziende quanti soldi hanno ricevuto finora!”.

Foà ricorda che questa crisi sta uccidendo tanti tour operator e tante agenzie di viaggio e con loro corrono il rischio di scomparire altre figure del mondo del turismo ed anche i giornali di settore.

“Siamo stanchi del buonismo delle associazioni che hanno paura delle ritorsioni, tanto peggio di così cosa c’è?” chiede l’imprenditore napoletano che poi avanza una richiesta precisa: “Vogliamo certezze e risposte, vogliamo il rispetto delle regole e delle leggi, vogliamo poche indicazioni ma che siano veritiere”.